Le stagioni del mio taglio di capelli

Tre settimane fa ho prenotato un appuntamento dal mio parrucchiere. E’ fissato per sabato prossimo. Ma mentre oggi tornavo a casa in metro e, ammiravo la mia immagine riflessa nel vetro davanti a me, mi compiacevo per la lunghezza dei miei capelli, per come lisci e ordinatissimi apparissero nonostante l’intera giornata fuori casa. Ecco lo sapevo, accade sempre così. Trascorro intere settimane a lamentarmi dei miei capelli, del fatto che non hanno più “forma”, un taglio preciso, perché cresciuti incontaminati e poi, una volta che ho stabilito di dargli un’aggiustatina, mi sembrano perfetti. Sembra quasi un rituale dal quale non posso esimermi. tagliare-capelliLa cosa che temo di più è che dal parrucchiere ormai ci andrò e questo significa solo che mi addentrerò in un’altra fase tipica: i capelli appena tagliati e pettinati dalle sapienti mani del tuo “uomo di fiducia”, o donna che sia, al primo lavaggio quando sarai tu a doverli riordinare, non ti appariranno poi tanto meravigliosi. E’ il momento del pentimento. E allora vai di pinzettine, mollettine e ferrettini vari che accorrono a sostenerti. A questo punto non ti resta che pazientare e attendere che la natura faccia il suo corso: ricresceranno ti dici. Il problema è il come e, nel mio caso anche il quando, (ho una delle crescite più lente nella storia dell’umanità: buon per me quando sarò costretta a fare le tinture!).
Ci stiamo addentrando nella terza fase: la consapevolezza. Fino al tuo prossimo momento di pazzia in cui deciderai di darci un altro taglio, passerai le tue giornate nell’accettazione della capigliatura che ti ritrovi ricorrendo a tutti gli espedienti di tua conoscenza: spume, lacche, cerchietti, elastici e quant’altro. Tutto questo fino al momento in cui esasperata ricontatterai il tuo hair stylist. E il ciclo sarà pronto a ricominciare.
Potrei sottrarmi a questo circolo vizioso? A meno di raggiungere qualche guiness dei primati: “la donna che non taglia più i capelli per non scontentarsi”, direi proprio di no! E allora vai di “stagioni del cuore” passando dal “guarda che piega perfetta mi è venuta oggi a mia insaputa” a “oggi qualche cinguettante piumato scambierà questo groviglio per un nido”, per ricacsare nel “ma sì diamoci un taglio”!

P.s. Questa riflessione non intende offendere quanti per lavoro devono sopportare simpatiche clienti e le proprie teorie in fatto di capelli!

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